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Il deputato Vinciullo: “Confindustria non entri a gamba tesa sulle regionali”

Il 5 novembre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana e per le elezioni del Presidente della stessa Regione. L’auspicio che ognuno di noi coltiva è che la grande industria tenga un comportamento al di sopra delle parti e non intervenga a gamba tesa durante la partita. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS e Coordinatore provinciale di Alternativa Popolare.Capisco che anche gli industriali e i loro rappresentanti locali godono dei diritti politici e, di conseguenza, anch’essi hanno il diritto di schierarsi a favore dell’uno e dell’altro candidato e, come sempre, non ho né la pretesa né la presunzione di poter immaginare che settori importanti della grande industria siano al mio fianco in questa campagna elettorale.Tuttavia, una cosa pretendo e credo sia legittimo chiedere: e cioè che l’industria e suoi rappresentanti istituzionali sul territorio non si facciano trascinare nella bagarre che di qui a qualche settimana si scatenerà nella nostra come in tutte le province siciliane.In pratica, ha proseguito l’On. Vinciullo, quello che desidero dire è che la grande industria e soprattutto i suoi esponenti istituzionali non scendano nelle cucine della bassa politica, non partecipino, né sollecitino, né tantomeno siano strumento per passaggi di casacche da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro, perché gli industriali e i loro rappresentanti istituzionali devono sapere che educare alla politica un giovane, farlo crescere, farlo diventare rappresentante istituzionale nel territorio comporta impegno, comporta passione, comporta perdita di tempo e non giorni o mesi, ma anni.Se poi si interviene e così, nel breve volgere di qualche minuto, con qualche assunzione azzardata, si perde il proprio rappresentante istituzionale locale, la cosa non è né bella né tantomeno gradita ed era possibile farlo fino a qualche anno fa, adesso, nel rispetto delle nuove norme, che io qui richiamo, diventa reato. Reato non amministrativo, ma penale, quindi, ha concluso l’On. Vinciullo, sarebbe auspicabile che ognuno mantenesse un profilo corretto dal punto di vista istituzionale, imprenditoriale e che non vi fosse questa promiscuità elettorale fra l’industria e alcuni politici locali, proprio perché, all’indomani delle elezioni, ognuno deve rimanere libero da condizionamenti, libero di scegliere nell’interesse della collettività e nell’interesse esclusivo dei cittadini.

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