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Edificio sulla chiesa Normanna, Brigata rosa: “Prevaricante abitudine”

Sulla costruzione di un edificio sul sito in cui sorgeva un’antica chiesa Normanna alla Penisola Maddalena, interviene con una nota, La Brigata Rosa.

 C’era una volta il 1996, 25 novembre, giorno nel quale si riuniva la Commissione provinciale Bellezze naturali della Soprintendenza di Siracusa per esaminare e approvare la proposta di vincolo paesaggistico della Penisola Maddalena in Siracusa. Esaminata la documentazione analitica prodotta, relativa alle caratteristiche del territorio e dei beni d’interesse archeologico, naturalistico ed architettonico ivi presenti, si ritenne che l’intera penisola dovesse dichiararsi come bene paesaggistico d’interesse pubblico. In quella seduta la Commissione composta da specialisti e storici attestò che la penisola della Maddalena, così prossima geograficamente all’isola di Ortigia, ne era stata da sempre parte indissolubile, “facendo corpo con la città”.

Come affermava il prof. Salvatore Russo, il cui apporto alla ricerca storica locale è stato determinante, “il territorio della Maddalena era annoverato già nel 1500 tra i nove feudi dell’Università di Siracusa e se ne ha notizia fino ai primi del 700”. A proposito della toponomastica e delle emergenze architettoniche, l’origine della denominazione della penisola Maddalena risale al periodo normanno quando, sulle rovine del preesistente Tempio di Ercole, venne edificata una Chiesa in onore a Santa Maria Maddalena. La penisola è stata quasi del tutto destinata a residenze private o ad attività turistiche, relegando le aree più interne all’agricoltura, pur sempre di qualità, ma che assume anch’essa connotati di agriturismo o di turismo verde

Osservando i lavori in corso di una costruzione, che sembrerebbe sorgere sul sito della Antica Chiesa normanna”, inglobata in un’antica masseria, ci chiediamo se l’unica destinazione possibile fosse la demolizione e ricostruzione ovvero se, con corretti interventi di restauro conservativo, la masseria e la eventuale Chiesa, studiata ed opportunamente messa in luce, avrebbe potuto coniugare l’uso residenziale con il mantenimento dell’edificio normanno.

La realizzazione di nuove costruzioni, resort di lusso ovvero strutture per la ristorazione e il turismo risponde sempre più agli interessi di lobby immobiliari che millantano innumerevoli effetti benefici per la città, ma è in totale contrasto con i nuovi indirizzi di pianificazione urbanistica. Siamo di fronte all’ennesima e prevaricante abitudine, a consumare suoli in contrapposizione anacronistica con tutte le indicazioni più recenti sia urbanistiche che ambientali. Purtroppo la mancata revisione del Piano regolatore generale di Siracusa consente ancora, quasi all’infinito, l’occupazione di tutte le zone costiere del territorio comunale che, pur in presenza del livello di massima conservazione nel Piano Paesaggistico vigente, laddove si prescrive il divieto di nuove costruzioni, non hanno fermato i costruttori.

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