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Il Pd siracusano e il tormento politico-giudiziario

Il Pd siracusano in teoria mette la parola fine alla lunga querelle con l’elezione travagliata di Alessio Lo Giudice a segretario provinciale, dove dicono di essere tutti soddisfatti dei termini dell’accordo e degli equilibri raggiunti.Da un lato i renziani con Giancarlo Garozzo e tutti i suoi compagni, dall’altra i riformisti con Marziano, Zappulla, Raiti e Proseliti, a parole smettono di “duellare”, quando invece diventa impossibile “rilassarsi” in un clima dove la guerra è stata totale e senza esclusione di colpi e l’ordine dei generali era “niente feriti”.

Tutto ciò appare ora pleonastico per quello che i contendenti hanno dichiarato alla stampa e nei proclami ufficiali, di facciata, così come si vuol far credere; ma in politica per antonomasia occorre fare buon viso e cattivo gioco, quindi nella norma. Entrambi gli schieramenti hanno tanta esperienza e capacità di battaglia. E la dimostrazione di tale siffatta condizione si trova nel passato, nelle tematiche collegate agli screzi e ai modelli ventuno, quarantaquattro, quarantasei, che in Procura riportano i nomi di tanti incolpati iscritti per atto dovuto nei presunti reati denunciati o sospettati anonimi per denunce che a vario titolo hanno formalizzato giocoforza i tanti fascicoli d’inchieste aperte dalla magistratura inquirente. E se sull’Open Land gli aspetti sono formati dalla doppia azione civile e penale che possono prendere due strade diametralmente opposte, ma con lo stesso negativo o positivo risultato, diversa appare la condizione per la querelle sulla Pillirina che diventa una partita di calcio, dove ognuno tenta di segnare più gol dell’altro; ma in entrambi i casi, il rischio è davvero grosso per la comunità siracusana già provata dalla crisi economica. Le diatribe tra le parti e le denunce di consiglieri di maggioranza e di opposizione oggi stridono con la logica dell’armonia rappresentata a parole dopo l’elezione del nuovo segretario provinciale in maniera collegiale; ma gli aspetti giuridici attengono all’attività amministrativa e non ai fatti personali di ciascun attore-protagonista.

Il crak della Sai8 aveva a parole provocato la forte volontà politica di uscire dalle secche del gestore privato, ma strada facendo il timone (o timore) politico cambiò bruscamente rotta alla nave denominata “Vermexio” e provvisoriamente iscritta nei ruoli politici del Pd renziano; ed eccoci così arrivati in mezzo al guado di un “fiume d’acqua tormentato”. Il risultato a breve potrebbe diventare un boomerang giudiziario che rischia di cancellare il sacrificio politico per conquistare il Palazzo dell’intero gruppo dirigente del Pd per l’effetto domino. Sulla stessa scia si trovano tutte quelle denunce a iosa, indefinite e sempre plateali sulle tematiche del verde pubblico, della gara dei rifiuti, della gestione degli impianti sportivi e degli asili nido, per non parlare di “gettonopoli” che è diventato un caso nazionale; tutti nodi che sono al vaglio del “pettine” della Giustizia e che solo alla fine sapremo la verità dei fatti. Si tratta di capire se nel frattempo sarà possibile convivere nella comune “stanza politica” macchiata di sangue tra chi è stato denunciato e chi ha denunciato.

Concetto Alota

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