L'Opinione

Il Siracusa, il gioco e le palle inattive

E cinque, mi sto, mi fermo. Stiamo parafrasando il gioco del  7 e 1/2. Dopo le cinque vittorie di fila, per fortuna è arrivato il sesto risultato utile della gestione Sottil.  Però, a Noto,  il Siracusa si è mosso come se non volesse tentare di raddoppiare il rigore di Crocetti al 42° del primo tempo. Si è ripresentato in campo con gli stessi uomini,  con tutte le manchevolezze del primo, campo a parte. Il Noto, con l’ingresso di Grasso, dal primo minuto si prepara ed aspetta un segnale per poter  dare una svolta alla sua gara.  Dal 6° al 32° non solo fa la partita  ma corre il rischio di fare il 3 a 1. Al 6°, appunto, Grasso, non contrastato fuori area,  lascia partire un tiro diretto al sette,  Viola, con una gran parata, devia in angolo. E’ il segnale che i ragazzi di Cacciola aspettavano per diventare più arrembanti , più convinti, più pericolosi.  Da quel momento il Siracusa incomincia a subire e dal 18° al 30° incassa il 2 a 1 e rischia il 3 a 1, dicevamo. L’ingresso di Longoni per Dezai, al 26°, non modifica ancora gli equilibri in campo. Consulto al volo Baiocco-Sottil.

Al 32°, Testardi e Barbiero per Spinelli e Chiavaro e lo spostamento sulla fascia sinistra di uno spaesato Giordano,  rimettono in sesto la squadra che tira fuori più che geometrie (il terreno di gara lo ha permesso poco) più grinta e voglia di recuperare il risultato. Testardi con i suoi furori agonistici, a volte inefficaci, però insacca di testa il 2 a 2 (40°) che fa il paio con l’espulsione di Ficarotta (44°, il più pericoloso del Noto), così che nei quattro minuti di recupero non succede nulla di pericoloso.

Bella, rispettosa fra le parti, coreografica, numerosa,  la presenza del pubblico sugli spalti.   Anche la piccola coreografia delle due ali di giovanissimi calciatori in maglietta amaranto, dopo 44 anni le squadre si confrontano, si presenta come un ulteriore ingrediente di bellezza in questo incontro fra due realtà importanti della nostra provincia, non solo nel calcio.

Il presidente Zani, l’allenatore Cacciola, i giocatori sentiti nel dopo gara hanno formato un coro unanime riguardo la possibile promozione in Lega pro del Siracusa. Questo la dice lunga sull’impegno profuso da tutta la squadra sia nella preparazione della partita che sul campo. Calci da fermo/piazzati/punizioni fuori area/corner/calci d’angolo. Nel linguaggio odierno e nel modo di gestirli, nel calcio di oggi, hanno un solo nome: palle inattive. Qui tocchiamo un tasto dolente che fa molto arrabbiare Sottil, come ha confermato in sala  stampa. Il Siracusa continua a subirle. Il mister sa che non sarà facile e ci vorrà un lavoro duro e lungo per venirne a capo. Appena miglioreremo su questo fronte aumenterà la consapevolezza di poter fare ancora meglio. Due modi per ovviare ci sarebbero, ma ci sposteremmo nel fantacalcio: non far superare agli avversari la loro ¾ di campo o non commettere falli fuori area. Questo fatto diventa un aggravante finchè starà fuori squadra Emanuele Catania. Mette paure alle retroguardie avversarie, apre le loro difese, è assolutamente imprevedibile nelle giocate, sa sfruttare al volo i lanci in verticale che i compagni con più classe ed esperienza sono in grado di suggerire nel corso della partita. Speriamo che sia in grado di tornare a disposizione per la trasferta con il Due Torri.

In questa direzione la società alla riapertura del mercato invernale dovrà fare qualche passo nella direzione giusta per trovare un giovane o un senior che abbiamo caratteristiche simili. Certo, trovarne uno e portarlo a Siracusa sarà impresa ardua, ma, nel tempo, Antonello Laneri  ci ha abituati a non disperare.

Salvatore Spallina

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