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Palazzolo, gli avvocati rappresentano “Le troiane” di Euripide

L’avvocato Glauco Reale con un gruppo di legali rappresenterà “Le troiane” di Euripide. Lo spettacolo si terrà al teatro greco di Palazzolo Acreide, martedì 4 agosto alle 20.30. 
Alcuni anni addietro – scrive l’avvocato Glauco Reale – considerato il panorama internazionale e gli avvenimenti politici che incombevano sui popoli e sulle nazioni che si affacciano sul bacino del mediterraneo e ad est dell’Europa, preludio di gravi sconvolgimenti, abbiamo ritenuto, noi avvocati e magistrati, su sollecitazione del Consiglio Nazionale Forense, di richiamare l’attenzione, nel piccolo spazio che ci è consentito nel nostro territorio, in modo insolito rispetto al nostro ministero giornaliero, di costituire un laboratorio per  mettere in scena “Le Troiane” di Euripide e dare voce attraverso la forza emotiva della rappresentazione scenica ai nodi tuttora irrisolti del vivere civile nonostante le formali proclamazioni. Perché proprio Le Troiane? La tragedia di Euripide – precisa Reale – fu rappresentata nelle Dionisiache del 415 a.C. pochi mesi prima della partenza dal Pireo della flotta ateniese alla volta di Siracusa. Sembra quasi che l’autore, che curò anche la messinscena dello spettacolo, memore della recente strage di Melo, fosse presago dell’esito della spedizione e affidasse ai suoi personaggi messaggi di forte valenza emotiva per comunicare alla città la sua visione della guerra e delle ingiuste regole applicate da Atene nella espansione del suo dominio sulle altre poleis del Mediterraneo. Ed è probabile che nella folla, che a metà estate di quell’anno accompagnava i propri familiari in partenza con la flotta dal Pireo, emergessero ancora più forti le stesse emozioni.
Il mito, già presente e vivo 2500 anni addietro nella cultura classica, ci conduce inevitabilmente al tempo presente, a quello che ancora oggi avviene nei territori devastati dalla guerra o dalle rivoluzioni, spesso fomentate dai fondamentalismi, che snaturano le religioni e organizzano il terrorismo (Isis, Alqaeda, Bokoharam, i bambini kamikaze…). La fuga dalle zone del conflitto e l’emigrazione di massa che ne consegue pongono  problemi drammatici e possono persino nascondere l’infiltrazione di terroristi. Ma l’Occidente e le grandi potenze non sono senza peccato. L’uso di gas asfissianti utilizzati dalle nazioni in conflitto durante la prima guerra mondiale o le camere a gas, le bombe al fosforo, Nagasaki e Hiroshima non sono solo un ricordo del secolo scorso.
Il napalm e l’uranio impoverito sono appena di ieri e i gas asfissianti tornano di moda conducendo ancora alla strage degli innocenti. Ma anche qui da noi il fenomeno del disastro ambientale provocato dalle eco-mafie conduce agli stessi risultati, così come il traffico di organi, la connessa scomparsa di bambini, il femminicidio. Abbiamo dunque mille ragioni per non dimenticare gli insegnamenti che il mondo post moderno vuole dimenticare e per onorare a nostro modo, anche se con ritardo, Tommaso Gargallo che con felice intuizione volle istituire le “Feste classiche” al Teatro di Siracusa e quei giovani, attori e comparse che vi parteciparono nel 1914, alcuni dei quali poi persero la vita sul fronte del Carso. Celebreremo dunque l’evento affrontando dalla visuale del diritto la messinscena delle Troiane di Euripide, che a ragione possiamo considerare un nostro contemporaneo. Con questo spirito ho tradotto ed adattato il testo nel tentativo di mettere in scena la tragedia, traendo principalmente forza da quanti operano all’interno del Palazzo di Giustizia, che stanno offrendo con la passione dei catecumeni il loro contributo nei vari ruoli dalla recitazione alle musiche, perché nel nostro mondo, nonostante la crisi della politica e del diritto, quia absurdum, crediamo ancora nel messaggio del Poeta “fatti non foste a viver come bruti ma per seguire vertude e canoscenza.  Colgo l’occasione per ringraziare il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa, l’Associazione Amici dell’Inda e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico per l’attenzione che hanno mostrato nei nostri confronti”.

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