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Siracusa, undici istituzioni scolastiche senza preside

L’avvio del prossimo anno scolastico si presenta con la preoccupazione, in ben 11 istituzioni scolastiche della nostra provincia. Sono tante, infatti le scuole che al momento, dopo la pubblicazione dei movimenti di mobilità per l’anno scolastico 2015\16 del personale dirigente scolastico, restano vacanti della figura apicale che dovrebbe già, sin da questo frangente, predisporre anche gli atti e le operazioni propedeutiche conseguenti all’applicazione della Legge 107\2015. Certamente verranno attivate numerose reggenze, un rimedio controproducente che si ripercuote come un’assenza sicuramente visibile per gli effetti didattici e amministrativi per 7000 alunni circa e le oltre 1000 unità di personale che quotidianamente sarebbero prive di quel punto di riferimento che adesso più che mai è il Dirigente scolastico in pianta stabile.

Per questo scopo è nato il decreto ministeriale salva presidi, attraverso il quale il Ministero dell’Istruzione sta tentando, seppur in maniera parziale, di mettere mano alla vicenda. “Tuttavia – afferma Paolo Italia della Flc Cgil – dimentica la nostra regione, e in particolare tutti coloro che, dopo aver partecipato alla selezione bandita dal Miur nell’estate del 2011, hanno ancora attivo, in primo o secondo grado, un ricorso in tribunale. Si crea perciò una discrasia e un’ingiustizia verso i ricorrenti siciliani del 2011 che vengono incredibilmente e platealmente esclusi! Avendo un occhio di riguardo solo per regioni quali: Campania, Lombardia e Toscana. E’ opportuna pertanto, una agevole rettifica al decreto con modalità d’urgenza al fine di evitare ancora una volta una disparità di trattamento tra i ricorrenti del 2004 e quelli del 2011. In questo modo, si potrebbe sanare una manifesta differenza di trattamento tra fattispecie uguali, dando così la possibilità anche ai predetti ricorrenti siciliani di ergersi al pari dei colleghi delle altre regioni italiane chiudendo definitivamente la stagione dei ricorsi amministrativi anche dalle nostre parti. In tal maniera si metterebbe un orizzonte temporale alle criticità che affronteranno gli 11 istituti scolastici della provincia, necessariamente dati in reggenza, davanti a una riforma di così vasta portata, al pari di altri cittadini di altre regioni e provincie italiane. Si auspica che, tutta la classe politica, si attivi in una forte azione sinergica, che mutuando ognuno fra le parti, possa raggiungere obbiettivi favorevoli per il nostro Territorio”.

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