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Progetto Chirone, la Polizia Stradale e l’approccio dei propri operatori con le vittime dei sinistri stradali.

Presso la sala conferenze della sede di Confindustria Siracusa, è stato presentato il Progetto Chirone, realizzato dalla Polizia Stradale con la supervisione scientifica della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma.

La conferenza, ha visto fare gli onori di casa al Dirigente della Polizia Stradale di Siracusa, Vice Questore Aggiunto Dott. Antonio Capodicasa, il quale ha fortemente voluto ed organizzato l’evento annoverando tra i propri ospiti sia gli operatori che i Dirigenti delle varie Sezioni Provinciali della Polizia Stradale della Sicilia Orientale, pregiandosi, altresì, della presenza del Dirigente del Compartimento Polizia Stradale della Sicilia Orientale, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Dott. Cosimo Maruccia, il quale interveniva al convegno recando il proprio saluto di apertura “lavori” unito all’augurio di un positivo riscontro, per tutti gli operatori intervenuti, della tematica del convegno.

Tale progetto costituisce una vera e propria inedita strategia fortemente voluta dai vertici della Polizia Stradale al fine di assicurare un più attento e consapevole approccio dei propri operatori alle vittime dei sinistri stradali.

E’ ovvio che i poliziotti non sono psicologi e per questo il progetto nasce con la supervisione scientifica della facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, Università di Roma, che aiutano attraverso le esperienze drammatiche, vissute dai poliziotti e vittime, a costruire una solidarietà più autentica e consapevole.

Spesso ci si è posti il quesito su “come prepararsi a suonare un campanello che cambierà, in un attimo e per sempre, la vita di una famiglia a cui viene portata la notizia di un incidente mortale? Come aiutare un genitore che non riesce neanche a riconoscere il corpo del proprio figlio per il grande dolore che sta provando? Come alleviare la solitudine delle vittime mantenendo con loro un rapporto che le tenga informate dell’evoluzione (anche giudiziaria) della vicenda dopo l’evento tragico?

A queste e ad altre domande rispondono le linee guida del Progetto Chirone, che prende il nome dal Centauro più saggio e compassionevole della mitologia greca, medico ed educatore sempre pronto a soccorrere il prossimo anche a rischio della propria vita; linee guida costruite sulla base delle tante esperienze drammatiche, vissute dai poliziotti e vittime, per costruire, anche dagli errori, una solidarietà più autentica e consapevole.

Come già sopra ribadito, la vera e propria rivoluzione consiste nel mutare l’approccio con i sinistri e le vittime degli incidenti stradali da parte degli operatori della Polizia Stradale i quali in passato focalizzavano i propri compiti istituzionali solo sulla ricerca della colpevolezza e dell’attribuzione della stessa alle parti coinvolti nel sinistro stradale mentre veniva ritenuto che, ad eccezione di spinte emotive e di assistenza dei singoli operatori, la gestione delle vittime di incidenti stradali fosse un compito da assolvere quasi esclusivamente da parte degli assistenti sociali.

Il convegno ha visto protagonisti, quale relatori, il Dott. Stefano Guarneri, primo firmatario della legge di recente applicazione sull’Omicidio Stradale e presidente dell’Associazione ONLUS “Lorenzo Guarneri” nata per ricordare il proprio figlio Lorenzo quale vittima di un sinistro stradale per colpa di un’invasione di corsia causata da un conducente che guidava sotto effetto di alcol e droga; altro pregiatissimo relatore è stato il Dr. Roberto Cafiso, Dirigente dell’area dipendenze patologiche dell’Asp di Siracusa, il quale ha focalizzato il proprio intervento sul concetto che spesso l’operatore della Polizia Stradale è la prima persona che la vittima incontra e, pertanto, la qualità del suo intervento ha un’importanza decisiva per evitare la cosiddetta “vittimizzazione secondaria” (cioè l’esposizione ad esperienze che amplificano le conseguenze tragiche di quanto già accaduto), per guadagnare la fiducia e la collaborazione, fondamentali nella ricostruzione dell’evento, e per contenere il senso d’insicurezza provocato dalle morti violente in tutta la comunità coinvolta.

E’ stata, altresì, chiamata, per condividere le proprie esperienze e competenze nell’ambito settoriale, la responsabile dell’Ufficio Infortunistica della Polizia Stradale di Siracusa, Sovrintendente Daniela Forte, la quale ha focalizzato l’importanza di Chirone soprattutto dal punto di vista più pratico ed immediato per gli operatori della Polizia Stradale. La conclusione dei “lavori” veniva riservata al Dirigente della Polizia Stradale di Siracusa, Dott. Antonio Capodicasa, il quale ribadiva l’importanza del Progetto Chirone, vera e propria rivoluzione per la formazione di una più completa e nuova figura di poliziotto che, si trova costretto sia a gestire il proprio ruolo nel saper proteggere, ascoltare, informare, al fine di aiutare la vittima a riprendere il controllo e, successivamente, ad elaborare il lutto; sia a gestire il grado di influenza che le ripercussioni emotive della gestione dell’evento possano influire sulla sua vita professionale e privata.

 

 

 

 

 

 

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