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Sanità della zona Sud tra criticità e disinformazione

S è tenuto a Palazzo di Città a Noto un consiglio comunale in cui erano presenti, oltre al rappresentante dell’ASP 8 di SiracusaAnselmo Madeddu, i Sindaci della zona Sud della Provincia di Siracusa ed i deputati regionali Stefano Zito e Giorgio Pasqua. Si è discusso sulla rifunzionalizzazione della rete ospedaliera di recente approvata dal Governo regionale e resa esecutiva dal Decreto dell’Assessore Regionale alla Salute. La Rete Civica della Salute per la zona Sud della provincia diSiracusa ha commentato i lavori consiliari con il seguente comunicato: “Al di là delle polemiche più o meno condivisibili da parte dei rappresentanti istituzionali locali e regionali non è in alcun modo emersa una pianificazione seria e concreta per definire percorsi  strutturali  per dare un assetto più equilibrato e funzionale  in un contesto più ampio rispetto a quello della zona Sud della Provincia di Siracusa. E’ opportuno definire una volta per tutte la domanda di salute rispetto alla offerta sanitaria al di là di campanilismi più o meno camuffati. Ci si riferisce ad esempio alla opportunità di dotare la provincia di Siracusa di un Ospedale di 2 livello (ospedale Hub) al fine di soddisfare anche i bacini di utenza della Provincia di Ragusa (si ricorda che il bacino di utenza riguarda la provincia di Catania che ha tre Ospedali di secondo livello mentre la provincia di Siracusa e Ragusa ne è priva). Ciò comporta una migrazione in  sofferenza da parte dei cittadini della Provincia di Siracusa e Ragusa verso gli Ospedali di Catania per quanto concerne patologie di particolare gravità (ad esempio la Neurochirurgia, la cardiochirurgia, ecc). Per quanto concerne l’assetto funzionale ed organico dell’ospedale unico diAvola/Noto la Regione siciliana ha voluto specializzare e/o differenziare l’offerta sanitaria erogata dai due Nosocomi destinandone uno per le cosiddette malattie acute e l’altro per le malattie post acuzie e/o croniche. La differenziazione dei due Ospedali di Noto ed Avola non è però supportata da una efficiente rete di “specialistica extra-ospedaliera” al fine di limitare ospedalizzazioni improprie e porre in essere invece una effettiva integrazione tra la medicina del territorio (integrazione territorio-ospedale) e socio-sanitaria (integrazione con i servizi erogabili dagli Enti locali). Ciò per prevedere una assistenza a rete delle multicronicità (che non necessitano di ricovero ospedaliero), di assistenza domiciliare per i soggetti fragili e/o con malattie oncologiche terminali. In altri termini sarebbe necessario porre in essere i concetti di prevenzione e cura che possono essere soddisfatte dai servizi sanitari territoriali. La buona politica e le buone prassi sanitarie dovrebbero tenere conto della complessità dei temi sanitari affrontandoli nelle loro interezza perché la cura e la salute non si ferma soltanto nel mero ricovero ospedaliero”.

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