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Siracusa-Catania, trasporto da Terzo Mondo: la domenica come sardine ai “Villini” tra ressa, spintoni e lividi per salire sul pullman

Succede a Siracusa. “Prendere al volo il pullman a forza di gomitate e spintoni, è diventata un’impresa. Pochi secondi da brivido e forse si riesce a conquistare un posto su quell’autobus che scricchiola e lascia fuoriuscire dalla marmitta un denso fumo nero”. Così raccontano i malcapitati pendolari che utilizzano gli autobus da Siracusa per arrivare a Catania e viceversa. La condizione del trasporto pubblico a Siracusa è al collasso. I pendolari nel tentativo di aspettare ai “Villini” di salire a bordo dei pullman sono stretti come sardine. Scontato per il cittadino il disagio per la disastrosa condizione in cui versano i servizi per i collegamenti urbani ed extraurbani da Terzo Mondo, specie per il collegamento Siracusa-Catania che diventa, un vero un dramma. La domenica poi la corsa delle 5,00 è presa d’assalto da una folla che riempie in attesa la zona dei Villini per appena cinquanta posti e un solo pullman, e non mancano le risse; un pericolo che non lascia sonni tranquilli ai genitori dei ragazzi che aspettano la domenica mattina per recarsi all’università e a chi si reca in aeroporto, magari ignaro di questa assurda quanto incivile situazione e il rischio di perdere l’aereo.

Un dramma per decine di pendolari, che a volte si sommano anche un centinaio per cui poco meno della metà deve restare a terra, salvo escoriazioni o lividi nella lotta per salire sul pullman come sardine. Sono, giocoforza, costretti a ricorrere al trasporto privato salatissimo con taxi autorizzati e abusivi per non perdere l’aereo, ritardare al lavoro o non arrivare all’università. Il colmo che l’autobus già pieno zeppe durante la corsa fino all’aeroporto di Catania e poi alla Stazione, non esegue più nessuna fermata, tranne dopo che qualche passeggero scende nei comuni raggiunti, lasciando nel panico i malcapitati che aspettano magari da ore. Insomma, un’Odissea.

Negli anni si è assistito a un continuo de-finanziamento e abbandono dei servizi per il trasporto in generale in Sicilia e in particolare a Siracusa, in cui la politica è rimasta inerme, forse sarebbe giusto dire incapace.

I tagli maggiori e le criticità hanno riguardato i trasporti locali, che hanno subito un aumento del prezzo dei biglietti con un costante peggioramento della qualità e della sicurezza del servizio; mezzi fatiscenti a volte non a norma che continuano a essere l’unica certezza per quelle migliaia di studenti che quotidianamente ne fruiscono per recarsi a scuola, per coloro che non possono permettersi un mezzo privato per recarsi al lavoro, e per chi sceglie, costretto dalla crisi, il trasporto pubblico.

A differenza di altre città, nel trasporto pubblico siracusano le cause strutturali si presentano con la massima intensità e interagiscono tra di loro, con un trasporto pubblico costoso e sgradito ai cittadini. Occorre, impegno e capacità per realizzare una coraggiosa e lungimirante politica della mobilità nel territorio. I reclami sono acqua fresca; le imprese di trasporto parlano di crisi del sistema; ma le cause del malfunzionamento e le possibili soluzioni si possono riassumere nell’inefficienza della gestione che crea un livello insufficiente del servizio di trasporto, non in linea con la realtà locale e territoriale. In una città normale non ci sarebbe neppure bisogno di denunciare o reclamare; ma è necessario sempre il fragore per rimuovere la decisione di questa classe politica abulica e distratta.

Concetto Alota

 

Immagini di repertorio

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