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Siracusa, igiene urbana appalto all’Ati Ambiente 2.0, ma la storia continua… (VIDEO)

Sono state aperte questa mattina le buste con le offerte nell’ambito della gara d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani della città di Siracusa. Due le aziende in gara e ad aggiudicarsi l’appalto è stata l’associazione temporanea d’impresa,  Ambiente 2.0 formato dalla milanese Aimeri di Milano e Tech Servizi di Floridia, quest’ultima è la stessa azienda che si era aggiudicato l’appalto per il trasporto del percolato della discarica di contrada Cardona, poi prontamente bloccato dal comune di Siracusa per una vistosa condizione d’interesse di parte, in buona fede a sentire gli interessati, ma i dubbi sono “frullati” e più di uno.

Il consorzio ha praticato un ribatto del 10,50% mentre l’Igm ha presentato un ribasso del 6,50% sulla base d’asta. E proprio la storica azienda siracusana, che sta gestendo in regime di proroga l’appalto di igiene urbana, ha preannunciato il ricorso al Tar, ritenendo anomalo il ribasso praticato dal consorzio Ambiente 2.0.

L’appalto ammonta a 128 milioni di euro. La nuova gestione garantirà lo svolgimento del servizio per sette anni. All’inizio era state presentate tre offerte ma, in corso d’opera e per via di approfondimenti e verifiche, l’associazione temporanea d’imprese, formata dalla salernitana Tekra, e dalla Balestrieri, è stata esclusa. Ma la vicenda è già sotto la forte pressione sia della politica, sia da parte delle maestranze per la preoccupazione indotta per le sorti dei posti di lavoro; ma nella vicenda occorre registrare due punti oscuri. La prima riguarda il cambiamento repentino del comportamento dell’amministrazione comunale, o meglio, di alcuni amministratore pro-tempore, nei confronti dell’Igm per quel che concerne la proroga dell’appalto, estrapolando alcuni dei servizi che invece erano accorpati nel contrato principe, e dove il Tar ha dato già ragione all’Igm. L’altra, impone  una riflessione garantista, verso un preannunciato risultato certo. Infatti, nei crocicchi dei bar e in alcuni salotti della politica, si dava scontata la sconfitta della storica Igm in favore dell’Ati Ambiente 2.0. La somiglianza intrinseca nella fattispecie è una sorta di risultato già deciso, ma nel frattempo apre la strada al doppio ricorso al Tar appena preannunciato dall’Igm; e senza voler farla tanto lunga, vi sono tutti i presupposti per una e alquanto semplice messa in opera di turbativa d’asta (?). Ma insiste un’altra grossa “patata bollente” che riguarda il personale addetto e in atto dipendente della Igm già in fibrillazione. Le criticità sono emerse subito dopo la pubblicazione del bando di gara, ma lo “spezzatino” dei vari servizi collegati all’igiene urbana, che somiglia tanto a quello praticato per gli asili nido, non garantisce nulla, ed anzi apre ancora una volta una vertenza dai toni polemici e dai risvolti giudiziari imprevedibili. Aspettando la cronaca dei prossimi giorni.

Concetto Alota

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