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Siracusa, programmi e sviluppo: l’estasi mediatica della politica con la solita litania

Ogni giorno sui media si ripete a puntate la stessa litania da parte di tanti politicanti, delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati e via discorrendo. Si parlano sui giornali con i comunicati stampa e in un pastone d’inchiostro ognuno legge quello che ha scritto sui problemi della città, dell’economia, del rilancio del turismo nella città di Archimede. E tutti ripetono la stessa invocazione come un coro abituato a cantare la stessa metafora in canzone, magari con parole diverse e ragionamenti carichi di demagogia e strumentalizzazione. È comunque sempre una mezza verità che fa comodo ripetere specie nelle vicinanze delle scadenze elettorali. Menzogne che servono a qualcuno per mantenere le posizioni acquisite. Per invocare la sinergia utile a mantenere un profilo basso su contestazioni e polemiche per le scelte sbagliate fatte dall’amministrazione comunale amica, quando si tratta del fallimento della raccolta differenziata, o del disastro del Castello Maniace, delle strade scassate, della spazzatura in ogni angolo della città, dell’arredo urbano da Terzo Mondo, oppure dello smembramento della Camera di Commercio regalata ai catanesi, o dell’attività del porto turistico che non decolla; e ancora delle mancate bonifiche a mare e a terra nella zona industriale, così come la delicata questione dell’amianto rimasta lettera morta.

Insomma, viviamo in perenne estasi mediatica, di confondere la pubblica opinione con lo slogan a effetto dalla verità delle cose trincerandosi dietro numeri e progetti da realizzare, molti dei quali avranno necessità d’iter legislativi lunghi e complessi, magari irrealizzabili per mancanza di fondi, ma non importa fa scena e va bene così. Ma quello che lascia perplessi è il continuo appello a procedere compatti, a minacciare velatamente i giornalisti di non essere troppo severi nel divulgare le notizie negative, il tutto per il raggiungimento degli obiettivi. Occorre smettere di attaccare e polemizzare per fini politici e nulla più, di avere un atteggiamento costruttivo per attivare processi di concertazione territoriale, quella che è invece sistematicamente calpestata ogni volta che ci si deve confrontare su quale modello di sviluppo mettere in atto per il futuro della città.

Il Pd siracusano è stato attaccato perché ha una grande responsabilità sulla politica economica e sociale della città, ma è ancora radicato alla base; ha vinto le elezioni per il rinnovo della carica del sindaco con la partecipazione di una minoranza. Ma è la Sinistra siracusana divisa che non si conforma alla logica della politica delle alleanze in cui i comportamenti fanno pensare come a una forza residuale, incapace di plasmare un progetto condiviso, oltre che sulla sconfitta, sullo stato delle cose al proprio interno: tanti partiti nel partito. IL Pd è una forza ancora indispensabile per riaggregare lo schieramento di centrosinistra reale, sia nella politica, sia nei valori, ma si deve riformare in modo profondo, essere debitore verso i cittadini e rifondarsi davvero e non solo a parole e false promesse.

Concetto Alota

 

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