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Tutti d’accorso, il modello Genova per costruire l’ospedale di Siracusa

Tutti d’accordo nell’affermare l’importanza strategica dell’emendamento presentato dalla parlamentare siracusana Stefania Prestigiacomo, passato in commissione della Camera, relativo all’applicazione del modello ponte di Genova anche per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Il plauso più significativo giunge dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per il quale l’approvazione dell’emendamento è da considerarsi “un’ottima notizia, che potrà consentire di accelerare le procedure per costruire l’ospedale”. Il modello Genova prevede la nomina di un commissario straordinario che abbatta i tempi della burocrazia e adottare corsie preferenziali per giungere alla costruzione dell’ospedale nel giro di due anni. “In questo modo – dice l’assessore Razza – si responsabilizza, inoltre, il ministero alla sottoscrizione in tempi rapidissimi all’accordo di programma. Un commissario che possa essere scelto d’intesa con il presidente della Regione è la soluzione adottata anche a Genova e può rappresentare una sperimentazione importante per le opere pubbliche, non solo di edilizia sanitaria, in Sicilia”.

Il parlamentare del M5S, Paolo Ficara sottolinea l’importanza “che finalmente si remi tutti nella stessa direzione per l’obiettivo della costruzione del nuovo ospedale. L’emendamento presentato da Stefania Prestigiacomo e approvato in commissione è un importante segnale di collaborazione tra maggioranza e opposizione e dimostra come davanti a un risultato da assicurare nell’interesse dei cittadini siracusani non ci siano steccati ideologici di sorta”.

Parla di effetti dirompenti il dirigente del Pd, Salvo Baio: “Il primo effetto è l’estromissione dell’Asp di Siracusa dalla progettazione e costruzione del nuovo nosocomio, compiti, questi, che verranno assegnati a un commissario nominato dal presidente del Consiglio dei ministri, Conte, d’intesa col presidente Musumeci.  Il secondo effetto riguarderà la modalità di scelta dell’impresa (o gruppo di imprese) che dovrà realizzare l’opera: niente gara d’appalto ma in pratica  affidamento diretto secondo il “modello Genova” e dunque in deroga al codice degli appalti.  Con questa iniziativa, Stefania Prestigiacomo rientra abilmente  in gioco, assumendo un ruolo centrale nel percorso che porterà alla costruzione della nuova struttura ospedaliera.

“Un grande successo – commenta il leader di Siracusa Protagonista, Enzo Vinciullo – un risultato importante che darà finalmente la possibilità alla provincia di Siracusa di avere l’ospedale di secondo livello per il quale mi sono tanto battuto. Bisogna dare atto che Prestigiacomo aveva assunto un impegno e lo ha mantenuto portando avanti una battaglia di coerenza e che ha come unico obiettivo quello di garantire la sicurezza ai cittadini, nello stesso tempo di dare lavoro a centinaia di operai come avvenuto a Genova. Concentrare in soli due anni un lavoro così importante che a base d’asta sarà almeno di 1240 milioni di euro, porterà una boccata d’ossigeno nella nostra provincia e darà finalmente lavoro e occupazione. Sono certo che in aula tutti i deputati di maggioranza e di opposizione voteranno a favore di questo emendamento perché il problema non riguarda solo Siracusa ma una serie di lavori pubblici su tutto il territorio nazionale”.

I riflettori si accendono alla Camera, dove il M5S ritiene che non si debba perdere di vista l’obiettivo soprattutto dopo l’eventuale approvazione in aula. “Adesso attenzione massima – dicono il deputato regionale Stefano Zito e quello alla Camera, Ficara – per evitare che l’investimento necessario per costruire l’ospedale finisca per solleticare appetiti per nulla legali.  La recente inchiesta palermitana conferma come nessuno debba mai abbassare il livello di guardia. Basti ricordare anche alcune intercettazioni nel filone d’indagine su Expo. Le procedure per velocizzare e sburocratizzare i cantieri, di prossima introduzione da parte del governo, vanno in questa direzione, eliminando ogni possibile zona grigia o discrezionalità. A Roma e a Palermo, così come a Siracusa, staremo con occhi e orecchie apertissimi, fino alla posa dell’ultima pietra”.

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