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Casa del Pellegrino, Anzaldi: “Se l’Asp non intende farne uso, la restituisca”

“Se l’Asp 8 non intende fare uso, è bene che la casa del pellegrino torni nella disponibilità patrimoniale del Comune, in attesa di una nuova destinazione di pubblica utilità”. Lapidaria la dichiarazione del deputato Michele Anzaldi, che proprio due giorni fa ha ottenuto la risposta dal sottosegretario all’Interno, Achille Variati, rispetto proprio alla struttura che si trova adiacente al santuario della Madonna delle lacrime. Altrettanto perentoria è la puntualizzazione del rettore della Basilica del santuario della Madonna delle lacrime, don Aurelio Russo: “Quando cesserà il protocollo con l’Asp, la disponibilità della struttura torna all’ente Santuario e non al Comune, in virtù di una convenzione stipulata tra i due enti che scade nel 2047. A meno che venga meno tale protocollo ma non mi pare sia così”.

Nella risposta all’interrogazione, il Ministero dell’Interno ha confermato che, a seguito di sopralluoghi effettuati dai rappresentanti dell’azienda sanitaria provinciale, della diocesi, del Comune e del comando provinciale dei vigili del fuoco, la Casa del Pellegrino è stata giudicata idonea a ospitare pazienti paucisintomatici che non necessitano di ricovero e per tutti quei pazienti che necessitano di un periodo di quarantena. Una decisione che è stata presa dopo avere scartato la possibilità di utilizzarla come centro Covi perché non facilmente adattabile e quindi idonea.

L’Asp ha acquisito la disponibilità che gli è stata concessa dal proprietario dell’immobile (il Comune di Siracusa) e dal comodatario (Ente Chiesa) e non da altri soggetti.

“L’onorevole Anzaldi – afferma il presidente dell’associazione Aprotur, che ha acquisito la disponibilità della struttura riconsegnandola all’ente chiesa – non sa che c’è un verbale di consegna tra Asp e il rettorato della madonna delle lacrime. Il comune è completamente fuori dalla convenzione che consente all’azienda sanitaria provinciale di utilizzare per due mesi, la casa del pellegrino per il periodo dell’emergenza sanitaria. Anzaldi deve sapere che tutta l’ala costruita nel 1999 fu realizzata con fondi, 5 miliardi di lire frutto dell’8 per mille, che la Cei diede al Santuario. Questa è un’attività contro la chiesa perché bisognerebbe ricordare che le opere di bene le fa anche il Santuario ospitando i pellegrini. E poi, prima del sindaco la casa del pellegrino l’aveva messa a disposizione l’Aprotur anche a nome del Santuario”.

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