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Vicenda Cittadella dello Sport: lettera aperta delle società Country Club 2.0 e Madi Sport

La A.S.D. Country Club Tennis Siracusa 2.0,e la A.S.D. MADI Sport Academy Siracusa da 4 anni, ritenendo la pratica sportiva fondamentale nella crescita psicofisica delle fanciulle e dei fanciulli, nelle rispettive discipline di interesse, hanno impegnato i propri istruttori federali in un percorso didattico che, nel tempo, ha dato ottimi frutti in termini di psicomotricità e relazione affettiva.

I nostri piccoli praticanti hanno sottratto tempo all’assuefazione ai tablet ed agli smartphone per ritrovare il gusto del movimento, del sudore, delle sfide in campo e negli abbracci fuori.

I provvedimenti governativi per il contenimento della pandemia da covid 19 hanno intimamente ferito gli animi dei nostri ragazzi, sottratti, di forza, alla possibilità di vivere, pienamente, un momento ludico e di passione. Sembrava passata la notte con il lento ritorno alla normalità, quando, solo da indiscrezioni giornalistiche, abbiamo dovuto apprendere che il gestore della Cittadella dello Sport di Siracusa si è visto revocare la concessione da parte del Comune. La mancanza di ogni rispetto e considerazione per le famiglie che ci affidano quotidianamente i propri figli, e per noi operatori, è drammaticamente evidente. Infatti, seppure richiesto in ogni modo, finanche a mezzo dei nostri legali, non abbiamo avuto alcuna notizia ufficiale da parte della A.S.D. Circolo Canottieri Ortigia. Lo stesso inquietante silenzio mantenuto dal gestore quando il nostro lavoro è stato fatto oggetto di ignobili speculazioni, delle quali si sta già occupando la Magistratura competente.

Abbandonati anche dall’Amministrazione Comunale, che ci ha negato interlocuzione ad oggi, in un limbo che non ci consente una programmazione a medio/lungo termine, che non ci consente di poter rassicurare i nostri piccoli atleti sulla possibilità di continuare la nostra entusiasmante esperienza. È per loro, e per i nostri istruttori, che abbiamo deciso di comunicare che percorreremo ogni strada a tutela del diritto a poter continuare il nostro percorso in una struttura che, grazie al nostro lavoro ed al nostro impegno, è tornata ad essere un patrimonio della collettività.

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