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“Avanti” Renzi è in Sicilia, mentre il centrosinistra è la vittima predestinata del prossimo turno elettorale

Nella sua breve visita siracusana, Renzi non si è smentito e per certi aspetti è da ammirare. Perlomeno non è ipocrita, ma di contro è ancora peggio: presuntuoso, arrogante, e crede di essere il dio Fabulino, e non vorrei scomodare lo scrittore, Gian Maria Cipolla, sulla tenuta o meno dell’insensatezza.

Stride la pochezza di spirito dimostrata e un mancato confronto di semplice risposta ai giornalisti, che non si addice davvero a chi aspira a conquistare il trono dell’impero italiano moderno e per fortuna ancora democratico. I giornalisti presenti hanno fornito prova di superiorità e di professionalità. Una scusa, quella di Renzi, poco lusinghiera e a tratti incomprensibile. Per questo, e non solo, ovviamente, c’è da scommettere che la sua carriera sia destinata a interrompersi sulla strada della presunzione e del cattivo comunicatore che sceglie le parole ad effetto per produrre attenzione. Prima di lui Berlusconi, ma almeno aveva, ed ha ancora, una capacità di sintesi e non una retorica incubata di parole senza logica e tutte calibrate alle promesse e al suo sempre “Io” bucolico.

La Sicilia è vittima dei poteri forti che inquinano liberamente l’aria, il mare e il cielo. Non c’è lavoro e quel poco che viene fuori è frutto del clientelismo politico. C’è bisogno di sicurezza, politica, economica e sociale. Quest’attuale governo regionale, espressione del Pd, non è riuscito nemmeno a mantenere la situazione degli occupati in precedenza registrata.

Gli italiani ultimamente hanno scelto di lasciare i Comuni della Repubblica nelle mani del centrodestra targato Berlusconi-Salvini, rifiutando con uno schiaffo sonante la politica del partito democratico di Matteo Renzi, chiuso nel circolo degli affari del cerchio magico e nulla più. Il Pd perde e non si rende conto che il palinsesto di questa politica sarà una lunga catena di sconfitte fondamentale che provocherà reazioni a catena, dentro e fuori il partito che frana ogni giorno nel profondo baratro del fallimento. Lo stato di diritto è sospeso. Ogni giorno l’Italia diventa lo scenario di una condizione d’inciviltà diffusa. I cittadini non sono al sicuro dentro le loro case. Aggrediti, stuprati, assassinati, derubati per strada. Il Libro di Renzi, “Avanti”, ricorda qualcosa di storico, di antenato, ma lui si trova ora in un lago rotondo, dove non ci sono sponde, ma solamente tratti di circonferenze tutti uguali.    

Sono gli elettori di sinistra che non hanno creduto alle promesse e alla politica del partito democratico. Il centrosinistra è la vittima predestinata di questo turno elettorale. Ovunque dilaga la partecipazione al voto del centrodestra, e il Pd di Renzi & Company appare sempre più isolato in un suo drammatico arroccamento che ha dimostrato l’assenza di rapporto con la realtà dei territori, dei bisogni del popolo. Questo Pd paga in Sicilia le scelte di una politica a “palla”. Un rimbalzare ogni giorno di decisioni contrastanti e poco rassicuranti. Un carattere microptico. 

Ora il centrodestra ha chiuso gli accordi. Naviga in acque sicure. Ha sfruttato questa debolezza e ha già stravinto, mettendo insieme la Lega e Forza Italia, insieme ai cespugli che chiedono il riscatto della dignità, di essere ancora italiani, mentre il M5Stelle rimane il grande rebus di questa prossima consultazione siciliana; quello che non convince dei pentastellati è una politica basata solamente sul malcontento, sulla denuncia calcolata, sulla protesta qualificata, conveniente, tralasciando tutto il resto. Un crisi quella della politica in generale in una Sicilia che ha perduto migliaia di giovani e tanti padri di famiglia, con il biglietto di sola andata verso un destino più ricco di opportunità, stanchi di aspettare la promessa del giorno prima.

Concetto Alota

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