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Bandiera: “L’ex Spero, il Prg e la Leopolda siracusana

Era il 3 luglio 2012 e stranamente, contrariamente alla linea politica “ambientalista” e anti-cemento del tempo, che oggi, alla luce del nulla di fatto in materia di modifiche al PRG della città, si è rivelata soltanto di circostanza, il partito democratico, con in testa l’allora capogruppo Garozzo, votava unanimamente l’approvazione del Piano Particolareggiato dell’area ex Spero, lasciando stupiti il sottoscritto e l’indimenticato Ettore Di Giovanni, che ci distinguemmo in quella votazione per essere gli unici in Consiglio Comunale che votammo contro a quella che, seppur probabilmente legittima, appariva una discutibile interpretazione delle previsioni di piano che avrebbe imposto di rivedere il piano esecutivo in conformità al chiaro disposto del PRG. 

In pratica migliaia di mq sottratti alla destinazione primaria prevista dal piano (centro congressi), destinati invece a ricettività. Allora ci sembrò, ma era opinione personale, che tale “modifica” fosse funzionale all’altro progetto della stessa società proponente, in quella vicenda non tirato in ballo, dell’adiacente porto turistico.

Difatti, la norma del PRG prevedeva il recupero dell’area per la realizzazione del Centro congressi e dei servizi annessi; consentiva la destinazione, sino ad massimo del 10% della Superficie Lorda Ammissibile, a turistica ricettiva, commerciale e direzionale; consentiva, inoltre, la destinazione del 40% a residenze.

Il Piano Particolareggiato esecutivo, invece, accorpando, a nostro avviso, in contrasto con la lettera e della norma, la destinazione “ricettiva” ai “servizi annessi” al Centro congressi, destinava nei fatti a tale funzione ricettiva il 38,8% della S.L.A, con una interpretazione della normativa che cozzava contro la ratio di quanto stabilito nel PRG e che consentiva la realizzazione di circa 2000 metri quadrati in più a recettività.

Lo stesso Ufficio tecnico del Comune, in istruttoria, aveva fatto notare tale discrasia, anche se, successivamente, fece propria la interpretazione dell’impresa proponente.

Nel merito furono queste le ragioni tecniche, legate al possibile contrasto con la norma di Piano, che convinsero, senza dubbio alcuno, l’Avv. Di Giovanni ed il sottoscritto ad esprimerci contrariamente su quel provvedimento.

Certo, ricordo come fosse ieri il nostro rimanere sbigottiti dinnanzi all’attegiamento in aula dell’allora gruppo consiliare PD, guidato da Garozzo.

Ragioni sicuramente legittime e meditate, le loro, ma che cozzavano con quanto fino ad allora fatto in materia di Piano regolatore, cemento e tutela dell’ambiente, costiero soprattutto.

Oggi, anche se sono trascorsi pochi anni, assistiamo ad un’altra epoca, il vessillo delle modifiche al piano regolatore è stato ammainato, l’ambiente in qualche caso può attendere ed anche organizzare nella fortunata area di privati della ex Spero, che ha in itinere una serie di progetti in fase di istruttoria e approvazione al Comune di Siracusa, una manifestazione del partito democratico appare cosa normale, in barba a qualsiasi cautela e ragione di opportunità istituzionale e politica.

Edy Bandiera

Vice Presidente di Forza Italia Sicilia

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