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La Uil di Siracusa: “Dipendenti comunali senza risposte”

“Dal suo insediamento cerchiamo risposte ai mali atavici che affliggono, a rotazione, tutto il personale in servizio al Comune di Siracusa: incremento orario per i part time, progressioni verticali per gli interni, gestione…diciamo così…sui generis nei confronti del personale tutto”. Questo sostiene il sindacato della Uil che nel documento diffuso alla stampa, continua:

Ancor più grave è quando queste “visioni” vanno ad incidere sulla vita (lavorativa e non) dei più sfortunati. Esempio eclatante i cosiddetti lavoratori fragili (tali in quanto sottoposti a sorveglianza sanitaria eccezionale e non certo in virtù di autocertificazioni): a distanza di ben due mesi dalla direttiva ministeriale che autorizza la deroga alle attuali percentuali per lo smart working, ecco che il Comune di Siracusa non è stato in grado di tirare fuori una circolare per permettere ai lavoratori con patologie gravi di continuare a dare in sicurezza il proprio contributo ai servizi di questo Comune. Delle due l’una: o non si vuole o non si è in grado.  In entrambi i casi i lavoratori hanno diritto ad una risposta formale. Deve dirci l’Amministrazione che misure di sicurezza intende adottare nei confronti dei lavoratori svantaggiati!… Lavoratori a cui, spesso, gli uffici preposti si provano a negare anche diritti garantiti dalla legge.

Nel frattempo continua la telenovelas sugli incrementi orari , incrementi che, oltre a mettere la parola fine ad una annosa vicenda che incide sia  sul presente che sul futuro di più della metà dei lavoratori del Comune, potrebbero aiutare questa Amministrazione a migliorare i servizi resi ai cittadini. E ancora, da più di un anno non si ha notizia delle procedure di progressione verticale (concorsi interni) bandite ma mai espletate, procedure che, per buona parte, servirebbero a riconoscere ai lavoratori uno status di legittimità rispetto a mansioni che, comunque, quotidianamente svolgono. Anche qui, ahinoi, vale l’amletico dubbio di cui sopra: o non si vuole o non si è in grado. E siccome il confronto democratico su temi e tempi in cui si sa di avere torto marcio è insostenibile, ecco che ora si rimanda sine die anche il confronto con i rappresentanti dei lavoratori

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