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Appalto rifiuti, difesa lavoratori e gratitudine politica

La querelle sfociata tra dipendenti dell’IGM e l’amministrazione comunale sulle regole contenute nella gara d’appalto per l’affidamento del servizio per la raccolta dei rifiuti nel capoluogo, investe frontalmente una sfera squisitamente ideologica, che vuole la sinistra politica quale naturale sentinella in difesa dei lavoratori, della classe operaia, e quindi a guardia naturale dei livelli occupazionali, mentre la destra e dintorni si presuppone appartenere alla difesa dei padroni; infatti, così come strutturata nella gara d’appalto, dicono all’unisono lavoratori e sindacati, non ci sono le condizioni per il mantenimento dei livelli occupazionali attuali, con l’aggravante condizione e una crescente penalizzazione delle mansioni e qualifiche attuali; ciò presuppone a priori e per logica deduzione, la fuoriuscita di una buona parte degli operai, padri di famiglia con gli equilibri familiari oggi così standardizzati e intrattenuti con l’IGM e raffrontati al salario percepito, dal rapporto di lavoro con il soggetto giuridico che si aggiudicherà il nuovo appalto.

Da parte dell’amministrazione comunale, si ribatte a sua volta, che la scelta è dettata dai tagli alla spesa del servizio, senza approfondire, però, i risvolti di tale siffatta condizione, e nello specifico approfondire strategie e programmi sul nuovo servizio da collegare alla raccolta differenziata, con la logica condizione che, in un momento come questo di crisi profonda, lasciare fuori tanti lavoratori significherebbe condannarli alla massina pena che il destino impone in questi casi; il tutto “offuscato” dalla “riserva” diplomatica per prendere del tempo, e nel frattempo evitare lo sciopero annunciato, lo scontro frontale delle parti in causa. E non importa ragionare e approfondire i particolari sull’intera questione insorta, poiché quello che appare diventa una scelta di campo; una vera e propria presa di posizione ancora peggiore del male da curare e con una risposta “politica”, o “accusa” che dir si voglia, a chi nel passato ha proceduto alla creazione di quei nuovi (oggi già vecchi) posti di lavoro per favorire l’assunzione, allargando così la sfera di applicazione degli operatori ecologici, attraverso nuovi servizi nel settore ambientale per la città; ma di contro si potrebbe rispecchiare, e nello stesso tempo nascondere, la presunzione di poter a tempo debito “controllare” politicamente le future nuove assunzioni (o riassunzione) e attaccarsi al petto la medaglietta della necessaria e obbligata “gratitudine politica”, come nella logica del passato che spesse volte facciamo finta di dimenticare.

Concetto Alota

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